Basket, l’Apu vince e sale sul treno promozione

Finale thrilling a Rieti: l’Apu è freddissima e la porta a casa. Rimini perde in casa e per Udine arriva la vetta solitaria

Antonio Simeoli

Passa un altro treno promozione, stavolta alla stazione di Rieti. L’Old Wild West non molla mai e con tanto cuore e super freddezza nel finale lo prende.

E sgasa in vetta perchè Rimini perde a Torino e ora, con una partita in meno, è a meno 4. E domenica arriva al Carnera Cantù.

Si parte ed è tutto al contrario: Monaldi che fa due penetrazioni a canestro e non tira da fuori, l’Apu senza triple e con tanti punti cercati al ferro.

Dove, però, il pericolo pubblico numero uno è Spencer, pivot ad elevata fisicità che ingaggia subito un bel duello con Johnson, troppo impreciso. Così da una prima mini-fuga possibile, per carità niente di che, a fine primo quarto l’Apu si trova a inseguire, con i reatini che in attacco trovano ritmo: 20-16.

Serve continuità. Facile a dirsi, meno a farsi, Rieti è squadra tosta. Con un duello di triple tra Caroti e l’ex Monaldi si va al riposo sul 40-38 per Udine che tiene a rimbalzo (18-15) nonostante il colosso e tira bene da tre 6 su 11. Equilibrio, equilibrio, equilibrio.

Gli 8 tifosi arrivati da Udine sanno bene che da quel palazzo passa un altro treno per la serie A. Vero, Spencer stoppa che è un piacere, da sotto domina, Johnson, oltre a continuare a divorarsi canestri fa anche tre falli, l’Apu perde una valanga di occasioni di prendersi un vantaggio, seppur minimo e provare a indirizzare la partita. Ma l’occasione è clamorosa. L’Apu però c’è, nemmeno una super schiacciata al volo di Spencer che sveglia il palazzo, la scoraggia.

Non è perfetta la squadra diVertemati, da sotto soffre da matti, ma è lì, regge anche a rimbalzo: 53-52 Rieti a fine terzo quarto anche graze a due rimbalzi in attacco di Caroti e Hickey, i più piccoli. Vuol dire voglia, fame. E non si abbatte nemmeno per uno sfondamento (inventato) fischiato all’ottimo Pullazi che deve uscire per 4 falli. Canestrone di Johnson che sale alla distanza.

Alibegovic c’è, eccome se c’è il capitano con quei anestrini dopo il palleggio e l’arresto che sono vitali. Si va punto a punto, scorre una grande fetta di stagione nel finale. Udine sbaglia 5 attacchi di fila a 5’ dalla fine sul 58-57. Forse troppi per farla franca. Infatti, annunciatissima, arriva la tripla di un killer, Monaldi, il grande ex. Vincendo, Rieti, visto il ko di Rimini, può sognare eccome la serie A.

Non basta una tripla di tabellone di Johnson, Spencer fa la voce grossa. Ma l’Apu resta lì con Hickey e ri-sorpassa con i liberi di Caroti (65-64). Alibegovic tira da tre (forzando) forse per chiuderla. Poi su Caroti viene fischiato un fallo cervellotico, per non dire assurdo. Riguardatevi l’azione. Hickey penetra segna, subisce fallo, ma il canestro non vale. Riguardatevi anche questa. E sono due. Poi Monaldi segna e subisce fallo, dopo aver fatto passi.

E sono tre. Finita? Macchè: Johnson prende l’undicesimo rimbalzo offensivo dell’Apu, l’azioned ella partita, subisce fallo e a 19”dalla fine ha due liberi vitali.

Li segna: 69-68. Rieti non sipera la metà campo, fallo su Caroti (splendido) che segna i liberi: 71-68. A 8” dalla fine Monaldi va in lunetta perchè inteligentemente Ikangi gli fa fallo. Monaldi segna il primo, sbaglia il secondo sperando che Spencer prenda il rimbalzo. Ma segna. Come Pepe 73-70 e poi 75-70 (ice). Rieti, stazione di Rieti, stavolta Udine il treno lo prende. Speriamo sia quello buono.

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