Banda larga, la mappa dei nostri lettori: più di 150 segnalazioni

Tante le aree bianche dove gli operatori non investono. Dai monti al mare la connessione è lenta e la gente protesta

UDINE. Siamo partiti dal monitoraggio del ministero dello Sviluppo economico (Mise) che rivela la quasi assenza della banda larga nelle abitazioni del Friuli Venezia Giulia, abbiamo invitato i nostri lettori a effettuare gli speed test e i risultati sono inequivocabili: a esclusione di Udine e di pochi altri centri, nella nostra regione navigare in rete è un tormento.

La mappa delle segnalazionie

Cliccando sui punti è possibile visualizzare lo speedtest inviato dai lettori

Nella stragrande maggioranza dei Comuni la velocità non supera i 10 megabit. Dai monti al mare, la gente è arrabbiata anche perché sottoscrive contratti per avere determinate velocità che nella realtà non trovano riscontro.

«Ben venga Eolo», ripetono in molti apprezzando le antenne e i collegamenti con i ponti radio offerti dal service provider di Milano.

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Soprattutto in montagna, dove i gestori della telefonia non investono perché il numero dei possibili utenti è troppo basso rispetto ai loro standard, le aziende sono costrette a dotarsi, a spese proprie, di ponti radio per poter comunicare con il mondo.

C’è anche chi, per lavorare, da Forni di Sopra deve trasferirsi in Cadore. Gli studenti non riescono a scaricare le dispense universitarie e alcuni professionisti aprono gli studi a Tolmezzo per ovviare all’assenza della fibra. Insomma se una cosa è certa è proprio la lentezza della rete.

Citiamo un caso per tutti. L’ingegner Fabio Del Fabbro scrive da Forni Avoltri: «Anche i professionisti sono nel dramma per la lentezza della rete» e allega lo speed test. Il risultato è disarmante: nella patria del biathlon i documenti si scaricano a 0,50 Mbps al secondo. Questo significa che i siti non si aprono e vedere un video resta davvero un miraggio.

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Pur riconoscendo che le previsioni fatte dal Mise, secondo le quali imprese e cittadini dovranno attendere il 2020 per trasmettere da ogni comune della regione documenti e scaricare film a una velocità di 30 Mpbs per secondo e che, per la stessa data, la posa della fibra ottica, quella che consentirà di raggiungere una velocità di trasmissione pari a 100 Mbps per secondo coprirà solo il 32,2 per cento del territorio, si basano su rilevazioni effettuate nel 2015 e quindi vanno adeguate al rialzo, la mappa realizzata dal Messaggero Veneto con le segnalazioni ricevute dai lettori non si scosta di molto dal monitoraggio ministeriale.

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Il disagio è generalizzato perché la rete internet, in ogni luogo, quando non è inaccessibile richiede una buona dose di pazienza tant’è che le attese possono diventare interminabili.

La Regione ha fatto la sua parte realizzando l’infrastruttura che arriva negli uffici pubblici di ogni Comune. A mancare all’appello sono i gestori della telefonia mobile che prima di investire fanno i conti su quanti utenti possono raggiungere.

E se il numero è inferiore ai loro standard abbandonano il progetto. Si creano così le cosiddette aree bianche prive di connessione veloce. In Friuli Venezia Giulia, regione con 1,2 milioni di abitanti, le aree bianche non sono poche: vanno dai monti al mare.

Questo non significa che la fibra non arriverà mai, ma considerato che i bandi per la concessione delle reti eccedenti il fabbisogno devono seguire l’evidenza pubblica, i tempi non saranno sicuramente brevi.

Nel frattempo il mercato viene aggredito da altri operatori privati, Eolo è uno di questi, che sfruttando la tecnologia dei ponti radio soccorrono le popolazioni costrette a viaggiare in rete a passo rallentato. Nel frattempo c’è chi si inventa educatore digitale e insegna ai concittadini come districarsi nel labirinto delle varie offerte aggiornate di giorno in giorno.

Allo stesso modo anche le associazioni dei consumatori si stanno attrezzando per assistere le famiglie che hanno stipulato contratti non corrispondenti alla realtà.

In questo quadro, però, non mancano le eccezioni. A Udine, a esempio, la situazione è a macchia di leopardo. Se in centro si naviga a velocità pari o superiore a 30 megabit, a Godia e in altre periferie la connessione scende di parecchio.

Ecco perché il Comune ha aderito al Piano “Fiber to the home” che Open fiber, la società partecipata da Enel e dalla Cassa depositi e prestiti, sta realizzando per portare la fibra spenta fino alle unità immobiliari, abilitando una rete Ultra broadband (UBB) per metterla poi a disposizione degli operatori. Staremo a vedere.

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