Caso Tulissi, l’accusa di omicidio sulla coppia perfetta

I sospetti della Procura su Paolo Calligaris, l’ex convivente di Tatiana, confermano la pista familiare. Villa di nuovo sotto sequestro
Manzano 13 novembre 2008. Casa omicidio. Telefoto Copyright / Foto Agency Anteprima Udine
Manzano 13 novembre 2008. Casa omicidio. Telefoto Copyright / Foto Agency Anteprima Udine

UDINE. Inutile girarci tanto attorno: i sospetti degli inquirenti sull’omicidio di Tatiana Tulissi sono tornati a cadere sul suo ex convivente. Ancora lui, dopo quasi otto anni di indagini ininterrotte, di perquisizioni e sopralluoghi e di interrogatori fiume. E dopo, soprattutto, l’ordinanza di archiviazione che, il 2 gennaio 2012, pareva avere spazzato via qualsiasi dubbio sulla sua innocenza.

In Procura, da quando l’avviso di garanzia gli è stato nuovamente notificato, si preferisce mantenere un profilo bassissimo e parlare di «attività istituzionale necessaria a completare gli accertamenti». La sostanza, tuttavia, non cambia. Paolo Calligaris era e resta l’indagato numero uno - oltre che il solo, dopo l’archiviazione decisa anche per il figlio maggiore, Giacomo - del “giallo” di Manzano.

Una «coppia modello». Così il gip Paolo Lauteri aveva descritto la 37enne e l’imprenditore, nelle 14 pagine con cui aveva certificato l’«eccessiva debolezza» degli elementi portati a suo carico.

Questo, almeno, era quanto emerso dalle testimonianze raccolte tra familiari, amici e conoscenti. «Un rapporto idiliaco – aveva osservato il giudice –, capace di far superare pregressi momenti di tensione connessi al fallimento dei matrimoni precedentemente contratti da entrambi».

20081112 - UDINE - CLJ - OMICIDIO IN FRIULI: NOTTE DI INDAGINI, OGGI ARRIVANO I RIS - Tatiana Tulissi, la donna di 37 anni uccisa ieri sera con tre colpi di pistola alla schiena sull'uscio di una villa a Manzano (Udine).Sono proseguite nella notte le indagini per identificare i responsabili dell'omicidio.I Carabinieri hanno continuato ad ascoltare testimoni e persone che possono fornire elementi utili alle indagini. Sul posto interverranno oggi i Carabinieri del Ris di Parma. ANSA/ALBERTO LANCIA/ DEB
20081112 - UDINE - CLJ - OMICIDIO IN FRIULI: NOTTE DI INDAGINI, OGGI ARRIVANO I RIS - Tatiana Tulissi, la donna di 37 anni uccisa ieri sera con tre colpi di pistola alla schiena sull'uscio di una villa a Manzano (Udine).Sono proseguite nella notte le indagini per identificare i responsabili dell'omicidio.I Carabinieri hanno continuato ad ascoltare testimoni e persone che possono fornire elementi utili alle indagini. Sul posto interverranno oggi i Carabinieri del Ris di Parma. ANSA/ALBERTO LANCIA/ DEB

E allora perchè ucciderla? Perchè affogare nel sangue una storia d’amore così bella e invidiabile? Quale il movente che ne avrebbe spinto la mano assassina? È questo uno dei principali crucci con cui gli investigatori si stanno misurando dalla sera dell’11 novembre 2008.

La storia giudiziaria insegna come anche dietro le facciate più immacolate possano celarsi crisi inconfessate e inconfessabili. E allora, se dopo tutto questo tempo l’unica spiegazione possibile continua a essere cercata dentro le mura della villa di via Orsaria, può darsi che quella coppia non fosse così perfetta come si è voluto far credere.

Nell’ordinanza si era accennato anche al «turbamento» provato da Tatiana per la perdita prematura del figlio concepito con Paolo e venuto a mancare «a causa di un aborto spontaneo». Chissà, forse era stato proprio questo a determinare le prime incrinature, oppure a lacerare irrimediabilmente una storia velata già da altre ombre. Gelosie? Tradimenti? Incomprensioni? Ricatti? Il ventaglio delle ipotesi, a voler percorrere la pista familiare, offre un’ampia scelta.

Prima delle ipotesi, però, ci sono i fatti. E se qualcosa è emerso, dal 2012 a oggi, questo qualcosa deve avere per forza indirizzato pm e carabinieri di nuovo verso l’ex convivente. La svolta potrebbe risalire allo scorso agosto, quando l’imprenditore fu sottoposto a una nuova audizione. Qualche mese dopo, non a caso - e quando il fascicolo era ancora a carico di ignoti -, la villa fu nuovamente posta sotto sequestro: casa e pertinenze, a cominciare dal patio dove il corpo senza vita di Tatiana, freddata da tre colpi di pistola, fu trovato dai soccorritori.

È lì che gli inquirenti sono tornati anche venerdì scorso. Lì, ma anche nella casa di Cividale in cui Calligaris si è da tempo trasferito e nell’azienda Ca’ Tullio di Aquileia che dirige. Ancora alla ricerca di indizi, oltre a quelli probabilmente già trovati nello sprint investigativo degli ultimi mesi.

Ma anche a caccia di possibili riscontri a una diversa valutazione della scena del crimine. Scena ricostruita al minuto nella prima fase delle indagini e che forse, all’ennesima prova dei fatti, ha cominciato a traballare, mostrando discrasie tra i dati investigativi e la versione fornita da Paolo, il primo a trovare Tatiana esanime, a tentare di soccorrerla e a chiamare il 118.

«Il tempo trascorso dal delitto non è a nostro favore – si è limitato ad affermare ieri il procuratore Antonio De Nicolo, confermando il riserbo assoluto sull’inchiesta – e sappiamo di scontare errori commessi nella fase iniziale delle indagini. Tanto più è incontaminata la scena del crimine, maggiori sono le possibilità di venire a capo del delitto. Quella sera, invece, l’area non fu completamente segregata fino all’arrivo degli esperti».

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