Controlli di vicinato, telecamere collegate alle centrali e distretti di polizia: il piano sicurezza nel Pordenonese
Nell’incontro promosso dal prefetto di Pordenone, l’assessore Roberti assicura: scelta libera dei Comuni

PORDENONE. Distretti di polizia locale a partire dal nucleo di polizia ambientale, miglioramento dei collegamenti tra telecamere e centrali delle forze dell’ordine, controllo di vicinato.
Si è parlato di sicurezza a tutto campo nell’incontro, promosso dal prefetto di Pordenone Natalino Domenico Manno, che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alla sicurezza Pierpaolo Roberti, i sindaci dei 50 comuni del Pordenonese e i rappresentanti delle forze dell’ordine.
Nel Friuli occidentale 35 comuni su 50 hanno stipulato forme di convenzione per la polizia municipale, ma Prefettura e Regione sono convinte che si possa fare di più, a partire da nuclei specializzati per contrastare i reati ambientali.
La settimana prossima partirà anche un corso di formazione per agenti, in collaborazione con l’Arma dei carabinieri.
I sindaci, pur con alcune preoccupazione legata alle fasi necessarie per arrivare ai distretti, hanno accolto di buon grado lo stimolo del prefetto e dell’assessore regionale che ribadisce: “Resta in capo ai Comuni la competenza della polizia municipale, non ci sono obblighi. La Regione mette a disposizione però incentivi per i distretti – e quindi l’aumento di personale – e nei decreti attuativi della legge 5/2021 sarà regolamentato anche il controllo di vicinato”. La norma già lo prevede, ha ricordato Roberti, e nel pordenonese si sono fatti avanti i primi amministratori per sperimentare la misura nei territori
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