De Toni sindaco di Udine, un contrappeso al centrodestra
È riuscito a portare a compimento una scalata che due mesi fa sembrava impossibile. Il centrosinistra torna alla guida della città dopo cinque anni

Alberto Felice De Toni è stato eletto sindaco di Udine riuscendo a portare a compimento una scalata che due mesi fa sembrava impossibile. I ministri del Governo Meloni, mai così presenti in città per sostenere il candidato sindaco uscente Pietro Fontanini e la campagna delle elezioni regionali con il traino di Fedriga, facevano presagire che il vento soffiasse a favore della sua riconferma.
Fontanini per la prima volta è stato sconfitto a un’elezione, mai era accaduto e quando si perde l’insuccesso finisce per pesare sul leader. L’ex sindaco con il centrodestra non è riuscito a tradurre in consensi il lavoro di cinque anni, a interpretare alcuni disagi della città, a entrare in sintonia con più ambiti.
Lontane le polemiche sulla raccolta differenziata e su via Mercatovecchio pedonale, gli elettori hanno comunque interpretato un’idea di entusiasmo, di migliore programma, un sentore di nuovo vigore per la capitale del Friuli nel candidato civico, ex rettore, che ha portato con sé il capolista del Pd Alessandro Venanzi, con aspirazioni da primo cittadino fino all’accordo tra i due e sicuramente suo vice, e Ivano Marchiol, altro aspirante sindaco.
Il centrosinistra torna alla guida di Udine dopo cinque anni, un contrappeso nello scacchiere della politica regionale essendo l’unico capoluogo di provincia non governato dal centrodestra. Sarà responsabilità di De Toni rendere preziosa questa esperienza. I problemi della città saranno il banco di prova.—
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