I primi interventi in montagna per la banda larga: ecco le 11 località che faranno da “cavia”
Amaro, Bordano, Enemonzo, Moggio, Preone, Raveo, Rigolato, Socchieve, Verzegnis, Villa Santina e Zuglio Ecco le località coinvolte dalla fase zero. Continuate a inviare al Messaggero Veneto segnalazioni e speed test

UDINE. La fase zero della banda ultra larga parte dalla Carnia. Saranno i comuni di Amaro, Bordano, Enemonzo, Moggio Udinese, Preone, Raveo, Rigolato, Socchieve, Verzegnis, Villa Santina e Zuglio a sperimentare le prime connessioni veloci. Entro il prossimo anno i residenti e non solo navigheranno come si deve in internet. Gli 11 comuni sono stati scelti da Infratel e Open fiber, le due società che garantiscono la copertura nelle cosiddette zone bianche, per testare l’operazione destinata a rispondere alle esigenze di 300 mila famiglie dislocate in 216 località nelle quattro province. Balza all’occhio l’assenza del Pordenonese dove non mancano i disagi provocati dall’assenza dell’infrastruttura.
Negli 11 comuni previsti nella fase zero, i lavori prenderanno il via febbraio e saranno completati entro l’anno. I 10 mila 746 residenti possono cominciare a organizzarsi evitando di programmare investimenti alternativi. Molti abitanti in questi comuni, infatti, per ovviare alla lentezza della rete, accettano le offerte degli operatori privati che stanno portando nelle case la connessione wireless via radio. Aderiscono sapendo che, in alcuni casi, rischiano di pagare il servizio a prezzi non proprio economici. Ma c’è anche chi si improvvisa educatore digitale e aiuta la gente a districarsi per superare le connessioni lente. Questo succede a Enemonzo uno degli 11 comuni finiti nella lista delle priorità di Open fiber.
L’obiettivo di tutti è colmare un ritardo che rischia di compromettere lo sviluppo del Paese. Lo conferma il monitoraggio sulla copertura della banda larga in Italia che non va oltre il 43 per cento (velocità fino a 30 Mbpd), mentre la media europea si attesta al 70,9 per cento. L’Italia assieme a Francia e Grecia occupa gli ultimi posti nella classifica che vede capeggiare Malta, il Belgio e i Paesi Bassi. Alla luce di tutto ciò, la strategia nazionale definita dal Governo prevede, entro il 2020, la copertura ad almeno 30 Mbps in tutto il Paese. Il Paese è stato suddiviso in cluster: A per le grandi città, B per le città, C per i sobborghi e D per i borghi rurali. Esclusi i capoluoghi di provincia, tutti i comuni della nostra regione dove, nei prossimi 36 mesi, arriverà la banda larga rientrano nei cluster C e D. Sono le zone a fallimento di mercato e questo è il motivo per cui gli operatori della telefonia mobile non hanno ancora investito. Ora, però, si va verso un’inversione di tendenza. Anche se è facile immaginare che i tempi di realizzo non faranno venir meno le proteste di chi vorrebbe avere subito a disposizione l’infrastruttura per connettersi e navigare rapidamente in rete.
Il Messaggero Veneto continuerà a seguire la situazione. Ecco perché invitiamo i lettori a trasformarsi in tante vedette sul territorio. Rinnoviamo l’invito a effettuare gli speed test per trasmetterli poi, assieme alle segnalazioni di eventuali disservizi, in redazione.
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