Rifugi in difficoltà dopo l'alluvione Vaia, in aiuto anche un elicottero per i lavori post maltempo

Il mezzo della Protezione civile raggiungerà undici strutture. Riccardi: «Garantiamo un sostegno a chi vive di turismo»
Comeglians 01 Novembre 2018 mal tempo Agenzia Petrussi foto Massimo Turco
Comeglians 01 Novembre 2018 mal tempo Agenzia Petrussi foto Massimo Turco

La Regione mette in campo l’elicottero della Protezione civile per cercare di venire incontro alle esigenze e alle problematiche di una dozzina di strutture poste in alta quota e per garantire un pacchetto di azioni di sostegno alla loro attività oltre che per fungere da supporto alle fasi di ristrutturazione dopo i danni subiti dalla tempesta Vaia dello scorso autunno.

Sono undici, esattamente, i rifugi e i bivacchi distribuiti tra le Dolomiti friulane, la Val Pesarina e le Alpi Giulie che potranno contare sull’apporto del mezzo regionale come concordato tra l’altro, una manciata di giorni or sono, dal vicepresidente della Regione, con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi e i vertici locali del Club alpino italiano (Cai).

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Le strutture montane interessate dal supporto dell’elicottero cominciano dalla Val Cellina e dalle Dolomiti friulane con i rifugi Pussa e Pacherini che lo potranno utilizzare per gestire il trasporto di rifornimenti e delle dotazioni di materiale, mentre per il bivacco Pacherini il mezzo verrà sfruttato per facilitare la sua sistemazione strutturale. In Val Pesarina, invece, saranno aiutati il rifugio De Gasperi – nel caso in cui si apra una fase di crisi idrica delle sorgenti in quota –, mentre per la Ferrata 50 si punterà sul trasporto in quota dei materiali necessari alla sua sistemazione dopo i danni subiti lo scorso ottobre.

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Passando nella zone dalle Alpi Giulie, saranno quindi interessati dalla collaborazione Regione-Cai i rifugi Gilberti, Grego e Pellarini: tutti e tre per trasporto in quota di rifornimenti e materiali per la loro manutenzione e risistemazione dopo i danni subiti in ottobre. Per i bivacchi Suringar e Cividale, invece, l’elicottore verrà utilizzato per trasportare in quota i materiali necessari alla loro manutenzione, mentre quello Lomasti sarà sostituito da una struttura completamente nuova.

«Abbiamo messo in campo una serie di opere di supporto ordinario e straordinario – ha rspiegato Riccardi – cercando soprattutto di garantire un piccolo contributo alle attività della montagna che, nel turismo, trova un loro importante fonte di reddito. Alcuni interventi si sono resi necessari dopo le devastazioni della tempesta Vaia di ottobre che ha colpito anche le strutture poste in quota.

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Il territorio montano ha fragilità che devono essere costantemente monitorate, ma è però importante che la stessa popolazione si faccia parte in causa in un rapporto continuativo e reciproco con le istituzioni. Soltanto collaborando possiamo dare seguito a quella vigilanza che rappresenta anche un’importante vicinanza alla montagna».

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