Runjaic scuote l’Udinese: «Non abbiamo ancora tirato fuori il meglio»

L’allenatore tedesco non si sente ancora in vacanza: «La gara con il Verona e il primo tempo con l’Inter non mi sono piaciuti, puntiamo quota 50»

Stefano Martorano
Kosta Runjaic si aspetta una reazione dalla sua squadra dopo le sconfitte con Verona e Interfotopetrussi
Kosta Runjaic si aspetta una reazione dalla sua squadra dopo le sconfitte con Verona e Interfotopetrussi

Non ha voglia di andare in vacanza Kosta Runjaic, anzi. A sentirlo parlare ieri, nella vibrante conferenza stampa della vigilia, Genova per lui è tutto fuorché un inno al viaggio, un rimando a una vacanza tra le Cinque Terre, Camogli e Portofino, da rimandare a fine stagione.

«Non sono soddisfatto della prestazione col Verona e del primo tempo con l’Inter, e non siamo affatto in stand by. Al contrario, voglio vedere quanto potenziale ha questa squadra. Non abbiamo ancora tirato fuori il meglio da noi stessi e davanti a noi ci sono ancora otto partite molto importanti, sfide che possiamo giocare senza troppa pressione, anche se un po' possiamo mettercela noi stessi. Mi piacerebbe arrivare a cinquanta punti e per farlo non bastano otto pareggi. Dipenderà tutto da noi».

Eccolo qui il Kosta esigente, quello che ieri ha alzato i toni, ma solo delle richieste, e non della voce, esportando all'attenzione dei tifosi anche alcune riflessioni che solitamente restano all’interno dello spogliatoio. «Mi aspetto di più dai giocatori che hanno esperienza e mi aspetto che si assumano le responsabilità. Mi aspetto anche di più da Lovric, che per noi è molto importante e che non ha fatto un buon primo tempo a Milano, da Karsltrom e da Bijol. Ho parlato con loro e sanno cosa mi aspetto da loro».

A dirla tutta, l’allenatore dell’Udinese qualcosa l’avrebbe chiesta anche a Florian Thauvin, ma come ha ammesso, il capitano non sarà ancora con la squadra a causa del piede dolente. «Thauvin non sarà a disposizione. È vero che il nostro capitano ci manca per la qualità e l’esperienza che ha, ma non vorrei dire che le vittorie dipendono da lui, anche perché le vittorie non dipendono da un singolo giocatore».

È stata questa l’introduzione con cui il tecnico ha affrontato i temi della trasferta di Marassi, “spedizione” che deve essere affrontata partendo da quanto fatto di buono nella ripresa a San Siro. «Non vorrei generalizzare in quanto ogni partita ha una storia a sé, ma in uno stadio caldo e dalla grande atmosfera, come quello di Genova, dobbiamo cercare di scendere in campo molto compatti e senza perdere il pallone troppo facilmente come abbiamo fatto a Milano, dove non abbiamo giocato come avremmo dovuto. Sappiamo che partita ci aspetta e dobbiamo riprendere da dove abbiamo lasciato con l’Inter, e quindi giocare con passione e difendere andando avanti. Il Genoa non è salvo e sarà aggressivo. È una squadra forte e noi dovremo essere coraggiosi anche se non giochiamo in casa».

Poi, eccolo ancora tornare sui singoli, con una serie di valutazioni e un’anticipazione di formazione. «Ho la responsabilità di osservare come scendono in campo i giocatori e ognuno può mostrare il meglio. Adesso il focus sarà sul preparare bene le partite per scendere in campo con la giusta passione e questo vale per ogni componente della squadra. Con le assenze che abbiamo di Thauvin, Sanchez, Zemura e Davis, che ha avuto un piccolo problema, e quindi ci saranno delle opportunità per chi finora ha trovato meno spazio, come Bravo».

«Cerchiamo diverse soluzioni, dobbiamo sempre lavorare molto e ripetere gli automatismi che non si sviluppano in modo semplice e in pochi giorni. Payero? Ha esperienza e qualità, ha avuto qualche piccolo problema fisico e non si è potuto allenare bene per due giorni di recente, ma conta domani. Kristensen? Ha avuto delle fasi meno buone, ma ha un grande potenziale e deve raggiungere una certa continuità di rendimento». 

Le formazioni

Senza Thauvin, Sanchez e Davis, dovrebbe toccare a Bravo affiancare Lucca. Si va verso un ritorno al 4-4-2, in difesa a destra Ehizibue favorito su Kristensen.

 

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