Sovraffollamento al carcere di Udine: sono 190 i detenuti, si sfiora il doppio della capienza prevista
Cifra giudicata allarmante dal garante dei diritti delle persone private della libertà personale Andrea Sandra: «Tutti gli spazi utili all’interno della struttura sono impiegati per l’ospitalità, celle di isolamento comprese»

Con il recente ingresso di tre nuove persone ristrette, il numero di detenuti nel carcere di via Spalato ha raggiunto la cifra record di 190 unità. Cifra allarmante, che ha spinto ancora una volta all’azione il garante dei diritti delle persone private della libertà personale Andrea Sandra: «Abbiamo quasi toccato il doppio della capienza – le sue parole, di protesta, espresse nella mattinata di giovedì 3 aprile fuori dalla casa circondariale udinese –. Tutti gli spazi utili all’interno del carcere sono impiegati per l’ospitalità, celle di isolamento comprese. E queste sono ormai occupate anche da più di due persone. È davvero un miracolo che la situazione rimanga sotto controllo, ma non possiamo sempre affidarci al senso di responsabilità di chi lavora e di chi è detenuto».
Da qui i cartelli: «Basta sovraffollamento», «carcere completo», «amnistia e indulto». Con richieste annesse: «Crediamo – il pensiero di Sandra – che ognuno debba fare la propria parte: il governo, con provvedimenti di amnistia e indulto che non possono più aspettare; la magistratura, che non può pensare di mandare per ogni arresto le persone in carcere; il giudice di cognizione, che ha la possibilità di stabilire misure alternative alla detenzione».

Parallelamente alla protesta, prosegue l’opera di ristrutturazione del carcere: «Nei prossimi mesi avremo una struttura rinnovata – ha commentato Franco Corleone, già garante di Udine e referente per la Società della ragione – ma questo si scontra con una condizione divenuta intollerabile. La verità è così banale: in qualsiasi sala vige una regola legata al numero massimo di persone ammissibili. Eppure, per il carcere, tale regola sembra non valere. Questo è contro la legge: per tale ragione chiediamo un intervento all’Azienda sanitaria perché faccia le sue valutazioni sulle condizioni igienico-sanitarie qui in via Spalato».
E infine: «Non si può aspettare che venga fuori la tragedia – la lamentela di Corleone –, serve che ci si assuma le proprie responsabilità».
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