Tangenti su Hypo bank, la Carinzia batte cassa dagli eredi di Jörg Haider
VIENNA. La Carinzia cita in tribunale gli eredi di Jörg Haider, chiedendo loro un risarcimento per la tangente milionaria pagata dal Land in occasione della vendita ai tedeschi di Hypo Bank. Ciò che fino a ieri era inimmaginabile diventa realtà. Il Land, di cui il defunto leader della destra populista era stato per quasi un decennio padre e padrone, fa causa ai suoi familiari.
La vicenda appare inverosimile, perché Jörg Haider era stato un mito da queste parti e un mito non si porta in Tribunale. E pur tuttavia è proprio quello che sta avvenendo. Il Land Carinzia, dove non comanda più il partito che fu del defunto governatore, ha le casse vuote e, per evitare la bancarotta, sta «tirando la cinghia di molti buchi» (copyright dell’attuale governatore Peter Kaiser, socialdemocratico).
Ha tagliato brutalmente molte spese sociali, ha soppresso posti letto negli ospedali, sta chiudendo scuole e ora ha anche deciso di presentare il conto alla famiglia dell’uomo che si ritiene corresponsabile del disastro che si appalesa nei conti portati al cospetto del Governo di Vienna.
Lo fa richiamandosi alla sentenza del giudice Manfred Herrnhofer, del 2012, che aveva condannato il commercialista Dietrich Birnbacher e il leader dell’Övp (Partito popolare), Josef Martinz, il primo a 3 anni e 6 mesi di reclusione (con il beneficio della condizionale per 3 anni), il secondo a 4 anni e 6 mesi di reclusione (senza condizionale).
Nella motivazione il magistrato fa più volte riferimento a Jörg Haider, per sottolinearne la complicità nel «disegno criminoso», rilevando che non si poteva procedere nei suoi confronti soltanto per sopravvenuto decesso. Insomma, se l’ex governatore della Carinzia non fosse morto nell’incidente stradale, si sarebbe seduto anche lui sul banco degli imputati, accanto a Martinz e Birnbacher.
La vicenda processuale riguardava una tangente di 6 milioni di euro pagata al commercialista dalla Kärnten Landesholding (la società di cui il Land della Carinzia, unico azionista, si serve per gestire le sue partecipazioni azionarie). Presidente della Landesholding era Josef Martinz (al tempo anche vicepresidente del Land) e Jörg Haider era membro del consiglio di amministrazione della società.
I fatti risalgono al 2007, quando era in corso la cessione alla Bayern Lb delle quote di Hypo Bank di proprietà del Land Carinzia. Secondo quanto emerso nel corso del processo, i due politici avevano incaricato il commercialista di redigere una finta perizia sull’operazione di passaggio delle quote.
Lo scopo effettivo però, come confessò lo stesso Birnbacher in una drammatica udienza del processo, era di incassare i soldi per poi spartirli tra i partiti di Martinz e Haider e lo stesso commercialista.
Quest’ultimo aveva accettato l’incarico e per una perizia di sole 6 pagine dattiloscritte aveva emesso una parcella di 12 milioni di euro. La somma era apparsa già allora spropositata e le reazioni erano state tali che il Birnbacher aveva ridotto l’importo a 6 milioni, una cifra comunque significativa rispetto al compito che era stato affisato al professionista.
Haider aveva lodato il “patriotischen Rabatt” (lo “sconto patriottico”), quasi fosse stato un sacrificio sofferto nell’interesse pubblico e non invece il ridimensionamento di un “bottino” comunque spropositato come è poi emerso dall’inchiesta giudiziaria che ha travolto i vertici politici del Land.
Come siano stati effettivamente spartiti quei soldi non è ancora chiaro. Una parte è andata a Martinz, mentre pare che Haider non abbia fatto in tempo a incassare nulla. Ma, ai fini dell’azione di risarcimento avviata ora dal Land, non importa chi abbia beneficiato del malaffare, ma chi abbia concorso a compierlo.
Alla vedova Claudia Haider e alle figlie Cornelia e Ulrike (quest’ultima ha sposato un politologo italiano e vive a Roma, dove insegna diritto costituzionale all’università Roma 2) il Land chiede 600 mila euro, ma potrebbe trattarsi soltanto della prima tranche di una richiesta maggiore.
I soldi da recuperare sono poco meno di 6 milioni di euro, di cui un milione è già stato restituito da Martinz. Resta da capire se il Governo riuscirà a incassare la restante parte.
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