Le trovarono la droga in casa, assolta avvocata udinese: cocaina e hashish erano del fidanzato

La legale, residente a Remanzacco, resta ancora sotto accusa per trasporto di stupefacenti in carcere

Alessandro Cesare
Il tribunale di Udine
Il tribunale di Udine

Nella sua abitazione di Remanzacco furono ritrovati diversi grammi di cocaina e hashish, tanti da esserle costati un rinvio a giudizio per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

Lei, Susan Di Biagio, 48 anni, di professione avvocato, difesa dal collega Guido Galletti, martedì 18 febbraio è stata assolta dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Udine, Carlotta Silva, per non aver commesso il fatto. Un’indagine, quella che ha coinvolto Di Biagio, nata come costola di un’inchiesta più ampia che la vede imputata a Padova, con l’accusa di essere il corriere che trasportava la droga in carcere, sfruttando la sua professione di legale e i contatti con il compagno detenuto, l’udinese Francesco Venturi.

L’inchiesta
Ordinazioni di droga fatte dal carcere con l’aiuto di “esterni”, arrestata avvocata udinese
Il carcere Due Palazzi di Padova: gli ordini agli spacciatori venivano fatti dall'interno (al computer, via Skype, o con il cellulare), ricorrendo ai parenti “fuori le mura” come tramite

Nella vicenda risultano coinvolti pure il veneziano Alex Gianduzzo, 46enne di San Donà, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di due cugini albanesi, e lo stesso Venturi, condannato a più di dieci anni per spaccio di cocaina.

Questo filone è arrivato davanti al gup del tribunale di Padova, con il pubblico ministero che, per l’avvocato friulano ha chiesto una condanna a 4 anni e 14 mila euro di multa. L’accusa nei suoi confronti è di aver introdotto nel “grattacielo” del carcere Due Palazzi di Padova, riservato ai condannati in via definitiva, circa 500 grammi di hashish.

Nell’attesa che si definisca la posizione di Di Biagio nel procedimento padovano (dopo la discussione ci sarà un’udienza il 13 marzo per le repliche delle parti coinvolte, con l’avvocato Galletti che confida di essere riuscito a dimostrare anche in quella sede l’estraneità di Di Biagio come avvenuto a Udine), ieri si è chiusa la parte relativa alle indagini sviluppatesi nel palazzo di giustizia del capoluogo friulano.

Tutto era nato da una perquisizione domiciliare ai danni di Di Biagio, che nel novembre 2022 aveva portato al sequestro di 2,1 grammi di cocaina e di 24,8 grammi di hashish da cui ricavare 124 dosi. Sostanze stupefacenti che, come rilevato dalla Procura di Udine, «per quantitativo non appariva destinate all’uso esclusivamente personale».

Droga, però, rivendicata dal suo compagno Venturi come di sua esclusiva pertinenza.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto