Udine, scoperte dalla Finanza fatture false per 25 milioni

Le Fiamme Gialle hanno anche accertato un’evasione d’Iva di circa 3,8 milioni. Nel mirino una società operante nel settore delle sponsorizzazioni e del noleggio di auto da competizione: emessi anche documenti fittizi per acquisti di carburante, pneumatici, pezzi di ricambio e riparazioni emessi da società di diritto estero ubicate in Paesi balcanici e risultate inesistenti
20091130 - NAPOLI - CLJ - FISCO: FRODE FALSE SPESE MEDICHE, 17 ORDINANZE A NAPOLI. I militari della Guardia di Finanza che oggi, 30 novembre 2009, a Napoli, hanno scoperto una maxitruffa ai danni dello Stato che attraverso false documentazini di spese mediche faceva ottenere indebiti rimborsi d'imposta. Stamane le Fiamme Gialle hanno eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare. L'accusa e' di associazione per delinquere dedita a frodi fiscali. ANSA/CESARE ABBATE/i52/ DBA
20091130 - NAPOLI - CLJ - FISCO: FRODE FALSE SPESE MEDICHE, 17 ORDINANZE A NAPOLI. I militari della Guardia di Finanza che oggi, 30 novembre 2009, a Napoli, hanno scoperto una maxitruffa ai danni dello Stato che attraverso false documentazini di spese mediche faceva ottenere indebiti rimborsi d'imposta. Stamane le Fiamme Gialle hanno eseguito 17 ordinanze di custodia cautelare. L'accusa e' di associazione per delinquere dedita a frodi fiscali. ANSA/CESARE ABBATE/i52/ DBA

UDINE. Un giro di fatture false per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Udine.

Nel corso dell’operazione le Fiamme Gialle hanno anche accertato un’evasione d’imposta sul valore aggiunto di circa 3,8 milioni di euro e hanno denunciato sette persone responsabili della gestione di cinque società coinvolte.

Le indagini hanno consentito di accertare che una nota società italiana, operante nel settore delle sponsorizzazioni e del noleggio di auto da competizione, metteva a disposizione dei propri clienti spazi pubblicitari sulle autovetture (impegnate nelle gare di rally anche a livello nazionale) per importi notevoli: un singolo contratto di sponsorizzazione poteva costare anche più di 200 mila euro a stagione.

Al fine di abbattere i ricavi su cui pagare le imposte, la società annotava in contabilità fatture false emesse da altre società italiane con costi inesistenti per prestazioni di servizi di vario genere.

Nel giro entravano in gioco anche documenti fittizi per acquisti di carburante, pneumatici, pezzi di ricambio e riparazioni emessi da società di diritto estero ubicate in Paesi balcanici e risultate inesistenti.

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