Università di Udine, il nuovo rettore è Angelo Montanari
Definito il dopo Pinton, fumata bianca alla seconda votazione: l’ordinario di Informatica, 62 anni di Sacile, ha ottenuto 329 voti contro i 260 di Fabiana Fusco. «Ateneo pronto a sostenere le sfide»

Servivano 280 voti. Angelo Montanari ne ha ottenuti 329, superando di 69 preferenze la competitor Fabiana Fusco. Sarà il sessantaduenne delegato dell’ateneo per la sede di Pordenone, ordinario di Informatica del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche, il decimo rettore dell’Università di Udine. Il primo ottobre succederà formalmente a Roberto Pinton: guiderà Palazzo Antonini Maseri, sede del rettorato, per i prossimi sei anni.
I risultati
La fumata bianca è giunta, dunque, al secondo turno. Montanari ha ottenuto sedici voti in più rispetto alla prima tornata. E anche Fusco (direttrice del Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società) ha incrementato il bottino di preferenze, incamerandone cinque in più. Alta l’affluenza, arrivata all’84,47 per cento degli aventi diritto (963 votanti su 1140). Hanno votato il 93,48 per cento dei professori ordinari (172 su 184) l’88,33 per cento dei professori associati (280 su 317), l’89,57 per cento dei ricercatori (103 su 115), l’81,82 per cento dei componenti il Consiglio degli studenti (18 su 22) e il 77,69 per cento del personale tecnico-amministrativo (390 su 502, che esprime un voto ponderato pari al 12 per cento del numero di votanti della componente).

La proclamazione
Alle 18.30 in punto, a Palazzo Antonini, lo spoglio. Rapidissimo, avendo gli elettori espresso il voto unicamente online: il “cervellone” gestito dalla commissione elettorale centrale, presieduta dal professor Dimitri Girotto, ci ha messo un minuto scarso a elaborare i voti e proiettarli sullo schermo allestito nella sala intitolata a Elena Lucrezia Corner Piscopia. È toccato poi al decano dei professori ordinari, Enrico Gori, proclamare l’esito, seguito dall’applauso scrosciante dei presenti. Montanari e Fusco si sono salutati e hanno quindi posato per una foto con il rettore Pinton e con lo stesso professor Gori, prima di concedersi a taccuini e telecamere.
Le parole del neo-eletto
«Ci attende un sessennio impegnativo, con sfide non banali: finisce il Pnrr, che per noi è stato un aiuto importante, dovremo fronteggiare il calo demografico che comincia a farsi sentire. E poi le università telematiche, che acquistano sempre più spazio. Non sono sfide da affrontare con paura e ripiegandoci su noi stessi. Nel 2028 celebreremo il cinquantenario della fondazione: siamo un’università adulta, matura, che dovrà trovare formule di collaborazione competitiva anche con gli altri atenei», ha sottolineato il rettore eletto, che per quattro anni è stato prorettore dell’ateneo, presiedendo anche la Commissione affari istituzionali: un anno con rettore Alberto Felice De Toni e tre con rettore Roberto Pinton.
Durante il periodo del Covid ha coordinato l’attività del gruppo di lavoro che ha gestito la didattica di emergenza. «Ringrazio tutta la comunità universitaria – ha aggiunto –. Sono consapevole del forte radicamento dell’Ateneo nel suo territorio che è stato e continua ad essere un elemento essenziale della sua vita. Sono stato studente di questa università e sento tutta la forza e la responsabilità di questa storia e di questo legame che rimane, come all’inizio, forte e fondamentale».
Il rettore Pinton: «Un’istituzione»
Roberto Pinton, che si appresta ad affrontare gli ultimi sei mesi di un sessennio intenso, ha espresso «soddisfazione e apprezzamento per la percentuale di votanti: abbiamo visto, per la seconda volta, un’affluenza altissima, che significa che prima di tutto ha vinto l’università e con lei la voglia di partecipare a questo importante momento».
E nel merito dell’esito dell’elezione: «Il professor Montanari saprà portare il suo contributo all’università , che conosce molto bene e che ha dimostrato anche di amare in fin dei conti. Un ringraziamento naturalmente va anche alla professoressa Fusco, pure impegnata da molti anni nell’ateneo e per l’ateneo: entrambi hanno dato dimostrazione di avere un grandissimo senso dell’istituzione, dando vita a una campagna elettorale con toni che si addicono a un’istituzione quale è l’università».
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