Viale Venezia, altro schianto

Sono passati solo otto giorni dal tragico incidente in cui hanno perso la vita due pittori edili di nazionalità kosovara e di nuovo viale Venezia è stato teatro di uno scontro tra due auto. L’incidente si è verificato ieri intorno alle 11. La dinamica è ancora al vaglio della polizia municipale intervenuta sul posto insieme ai vigili del fuoco del comando di via Popone e a un’ambulanza del 118. Quello che è certo è che una Fiat Punto e una Toyota Yaris si sono scontrate all’altezza dell’incrocio con via Ternova, di fronte alla casa di cura Città di Udine. All’origine dello scontro potrebbe esserci di nuovo una mancata precedenza. Sembra infatti che la Yaris, condotta da una donna udinese di 45 anni, non abbia rispettato il semaforo rosso. L’utilitaria procedeva in direzione di Santa Caterina mentre la Fiat Punto Elx condotta da un uomo di 39 anni residente in città e originario del Bangladesh è uscita dal controviale sul lato nord dove c’è il supermercato Lidl per dirigersi in via Ternova attraversando viale Venezia. Fortunatamente l’impatto non ha avuto conseguenze gravissime. I due conducenti e il passeggero che viaggiava con lo straniero, hanno tutti riportato lievi ferite e sono stati ricoverati all’ospedale Santa Maria della Misericordia per accertamenti. Gli agenti della municipale sono al lavoro per chiarire l’accaduto e verificare se le auto procedessero nel rispetto dei limiti di velocità.
Ieri le due corsie di viale Venezia che portano verso Santa Caterina sono rimaste parzialmente chiuse al traffico per circa un’ora per consentire la rimozione dei due veicoli e la messa in sicurezza dell’arteria cittadina che è tornata al centro di polemiche sul fronte della sicurezza. Sabato scorso l’urto tra una Fiat Brava e un’Audi station wagon ha portato alla morte di due kosovari che erano venuti a vivere a Udine per motivi di lavoro. Entrambe le vettura avevano semaforo verde. La Fiat arrivava da Santa Caterina e ha svoltato a sinistra per imboccare via Firenze e dirigersi verso il cimitero di San Vito. L’Audi invece viaggiava sulla corsia opposta del viale Venezia allontanandosi dal centro. Molto probabilmente l’artigiano al volante della Brava non si è accorto dell’arrivo della station wagon. E l’Audi, che in base ai primi rilievi sembrava procedere ad alta velocità, non è riuscita a evitare l’impatto. I due conducenti sono indagati per omicidio colposo (il fascicolo viene seguito direttamente dal procuratore capo Antonio Biancardi) mentre altre due persone che viaggiavano sulla Brava (in tutto c’erano a bordo cinque uomini) hanno riportato gravi ferite e sono ancora ricoverati in ospedale. Dopo il tragico incidente lo stesso procuratore Biancardi ha invitato a investire di più in autovelox e meno in iniziative di intrattenimento e il sindaco Honsell ha annunciato l’acquisto di due rilevatori di velocità e nuovi controlli sui viali di ingresso. L’assessore alla Mobilità, Enrico Pizza ha invece sottolineato che il piano per la messa in sicurezza di viale Venezia (con il divieto di svolta a sinistra per chi proviene da Santa Caterina e viaggia sulle corsie centrali) è già stato approvato, ma che al momento il Patto di stabilità blocca gli investimenti anche se il Comune farà il possibile per trovare le risorse necessarie. Lo scontro di ieri però molto probabilmente non si sarebbe evitato nemmeno con le misure previste dal Piano urbano della mobilità. La dinamica ricorda infatti lo scontro in cui ha perso la vita Luigi D’Anna, di 77 anni. Il pensionato è morto alcuni giorni dopo l’incidente dello scorso 17 luglio. Anche quello causato da una mancata precedenza, forse per un semaforo rosso “bruciato”.
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