La forza del perdono: Yasmina Khadra riflette sull’amore e sulla lealtà
Il romanzo dello scrittore algerino già ospite di Dedica: due presentazioni mercoledì 2 aprile in Friuli, a Udine e a Pordenone

Yasmina Khadra, lo scrittore algerino fra i più letti e amati della letteratura francofona contemporanea a livello internazionale, i cui libri sono tradotti in oltre 60 paesi e 50 lingue, dall’Europa all’Africa, dalla Cina all’America latina, aveva promesso che non appena superati i problemi di salute sarebbe ritornato al Festival Dedica di Pordenone.
Sarà infatti in regione, unica tappa italiana dopo il festival “Libri come” svoltosi a Roma all’Auditorium Parco della Musica alcuni giorni fa, all’indomani dell’uscita del suo ultimo romanzo dal titolo I virtuosi (Sellerio, 505 pagine, 18 euro).
Un romanzo epico e poetico nel respiro narrativo che, fedele ai temi cari all’autore, manifesta, chiede riflessione e pensiero su sentimenti universali; l’amicizia, l’amore, la lealtà ai principi di rispetto e riconoscimento del valore della vita del singolo, della famiglia e delle comunità, ma anche il discernere il bene dal male per scegliere da che parte stare. La condanna della corruzione figlia della miseria, la capacità di resistere credendo nella possibilità di salvezza anche quando tutto pare di segno contrario.
Il valore identitario della memoria per costruire la coscienza e la conoscenza del proprio sé. E infine la forza del perdono come meta alla quale ambire per trovare la serenità del cuore e della mente. «Se la sorte non è stata dalla mia parte - pensa Yacine, il protagonista - o se l’ho mancata per un soffio, se ho sbagliato senza volerlo, se ho perso tutte le mie battaglie, le mie sconfitte hanno comunque un valore; sono la prova che ho lottato».
Ambientato in Algeria dal 1914 al 1938 esplora la condizione del colonialismo del paese, il desiderio di libertà e sopravvivenza. Un racconto di popolo attraverso il destino di Yacine, giovane ingenuo e devoto, che cerca di mantenere la sua rettitudine nonostante la condizione di povertà lo renda schiavo del potere di un ricco signore, padrone del suo destino e della sua comunità, schiacciato dagli eventi della Storia.
Soldato in Francia durante la Grande Guerra il protagonista passa dalla miseria del suo villaggio al fango delle trincee europee, dove scopre la brutalità e complessità del mondo nel quale vigono regole diverse da quelle tramandate in modo immutato nel suo villaggio. Tra tradimenti, speranza e amore, fughe rocambolesche e salto nel terrorismo il romanzo, con un ritmo serrato venato di raffinati momenti lirici, intreccia la crudezza del conflitto con la profonda indagine dell’essenza umana, misura la resistenza morale in condizioni estreme, mettendo in evidenza la spinta etica nella scelta fra violenza e accettazione della sventura per la sopravvivenza.
Yasmina Khadra, pseudonimo di Mohammed Moulessehoul, ex ufficiale dell’esercito algerino, ha iniziato la carriera letteraria scrivendo sotto pseudonimo femminile per evitare la censura militare. Le sue opere affrontano temi sociali e politici: il colonialismo, le cause del terrorismo islamico e i conflitti identitari. Fra i suoi romanzi più noti “L’attentatrice”, “Le rondini di Kabul” e “Cosa sognano i lupi”, tutti tradotti da Sellerio. Molti i premi che gli sono stati attribuiti, ultimo in ordine di tempo in Spagna il prestigioso “Pepe Carvalho”.
Il romanziere sarà ospite di due incontri in programma oggi mercoledì 2 aprile. In mattinata alle 10.30 a Udine, nella sede dell’università, palazzo Antonini, sala Gusmani, in dialogo con la docente Alessandra Ferrara. In serata incontrerà il pubblico a Pordenone alle 21 nel convento di San Francesco introdotto dal direttore del Festival Dedica Claudio Cattaruzza. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero fino all’esaurimento dei posti disponibili.
L’incontro di Dedica con Yasmina Khadra conferma la missione del festival nel creare un dialogo tra autori e lettori offrendo momenti di riflessione su questioni di attualità culturali globali. Un’occasione per il pubblico di confrontarsi con una delle voci più autorevoli della narrativa contemporanea e di approfondire il contesto storico e politico delle sue opere.
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