Chiara Jaconis, gli indagati negano ogni responsabilità: la famiglia chiede verità
Gli indagati nel caso della morte di Chiara Jaconis respingono le accuse di omicidio colposo, negando qualsiasi responsabilità nel lancio della statuina

A sei mesi dalla morte di Chiara Jaconis, la turista padovana di 30 anni uccisa il 15 settembre scorso da un oggetto caduto dall'alto mentre passeggiava a Napoli, la famiglia degli indagati nega ogni responsabilità.
I coniugi, accusati di omicidio colposo per non aver impedito il lancio della statuina che ha causato la tragedia, si sono dichiarati estranei all'incidente.
Durante l'interrogatorio con i magistrati, hanno ribadito che l'oggetto non appartiene alla loro famiglia e hanno escluso che il loro figlio possa aver lanciato qualcosa dal balcone.
La coppia ha inoltre smentito le ricostruzioni secondo cui la statuina, che potrebbe essere stata la causa della morte di Chiara, sarebbe provenuta dal loro appartamento. Nonostante gli investigatori continuino a lavorare sul caso, i genitori degli indagati insistono che non vi sia alcun legame tra la tragedia e la loro famiglia.
La sorella di Chiara, Roberta, e la madre Cristina non si danno pace e continuano a chiedere verità. La madre ha dichiarato che la famiglia non si fermerà finché non sarà fatta giustizia. “Chiara ci è stata tolta in modo assurdo e merita giustizia. Non ci fermeremo finché non scopriremo la verità”, ha affermato.
Le indagini proseguono sotto la guida dei pm Ciro Capasso, Raffaele Barela e Vincenzo Piscitelli.
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