In montagna arriva internet veloce: entro l’anno lavori in 110 comuni

UDINE. Annunciata da almeno un anno, attesa da decenni, la banda ultra larga sbarca in montagna. Open fiber, la società partecipata da Enel e dalla Cassa depositi e prestiti, sta posando i cavi in 80 comuni che entro l’anno diventeranno 110.
La fibra fa il suo ingresso nei comuni (zone bianche) con un numero di residenti insufficiente per risultare interessante sul mercato. Stiamo parlando di un investimento di 130 milioni di euro e di 300 mila utenze che tra poco più di un anno potranno collegarsi a Internet in tempi rapidi, scaricare video e guardare la televisione online.

Rispetto alle previsioni iniziali incentrate sulla fase di progettazione, Open fiber, d’intesa con la Regione e i sindaci, ha deciso di procedere seguendo il piano delle centrali telefoniche, meglio note come Punti di connettività neutri (Pcn), contenenti gli apparati ottici che illuminano la fibra.
«Stiamo parlando – spiega il regional manager Fvg di Open fiber, Alberto Sperandio – di una centrale ogni sette-otto comuni con l’ultima casa che, per non attenuare l’impulso di luce, non deve trovarsi a più di 25 chilometri di distanza». Ampezzo è uno dei comuni dotato di centrale che serve anche Enemonzo, Forni di Sopra, Forni di sotto, Lauco, Preone, Raveo, Sauris, Socchieve e Villa Santina.
E a chi fa notare al manager che stando alle prime previsioni qualche ritardo è stato accumulato, Sperandio spiega che, «la distribuzione a macchia di leopardo, prevista inizialmente, avrebbe portato alla realizzazione di un’opera che non si sarebbe potuto utilizzare ovunque. Ecco perché abbiamo convenuto di cambiare metodo». In questo momento si contano 80 cantieri aperti, 22 sono già stati completati.
«Entro la fine dell’anno i comuni serviti saranno 42». Il regional manager assicura che a fine dicembre «i cantieri aperti saranno 110. Tutti gli altri prenderanno il via nel 2020». L’appalto prevede la posa in 216 comuni della fibra ottica in modalità Fiber to the home (fibra fino a casa).
L’infrastruttura resterà di proprietà pubblica e sarà gestita in concessione per 20 anni da Open fiber, che ne curerà anche la manutenzione. Inutile dire che il completamento del piano di cablaggio è molto atteso.
Da anni gli imprenditori, i cittadini e pure i turisti sollecitano la posa della fibra diventata indispensabile per lavorare e per rilanciare lo sviluppo della montagna. «La banda ultra larga – spiega Sperandio – consentirà di navigare ad almeno 30 Mbps al secondo. Sarà possibile guardare anche la Tv online non a caso Sky ha sottoscritto l’accordo per fornire il servizio: in questo modo si elimineranno le antenne e il servizio fornito sarà qualitativamente più alto.
Detto tutto ciò, Sperandio ricorda che il Friuli Venezia Giulia, dopo l’Umbria dove nelle scorse settimane è stata attivata la super fibra in un comune, è una tra le prime regioni a credere nella clabatura e quindi nella commercializzazione del servizio nelle aree bianche.
«Tutti gli operatori possono formalizzare le loro offerte commerciali e da quanto stiamo vedendo i prezzi sono paragonabili a quelli pagati in città». Il regional manager si sofferma su questo aspetto anche se Telecom non fa ancora parte del gruppo di operatori legati a Open fiber.
Aggiunge, inoltre, che nei cavidotti l’infrastruttura risulta più protetta di altre, non ultimi i ponti radio, anche nel caso di tempeste. «Gli unici disservizi che si potranno verificare saranno legati alle frane o alle interruzioni accidentali della rete».
Gli speed test
A confermare la necessità del servizio sono i risultati degli speed-test effettuati, con la collaborazione dei lettori, dal Messaggero Veneto un anno e mezzo fa. Allora l’indagine rilevò l’assenza del servizio in moltissimi comuni in tutta la regione. Dalla montagna molti imprenditori e professionisti sono stati costretti ad aprire gli uffici in pianura per poter lavorare.
Non manca chi attraversava il confine per collegarsi con l’homebanking. Allora l’assenza della fibra era in linea con il resto del Paese dove la copertura non superava il 43% (fino a 30 Mbpd), mentre la copertura europea raggiungeva il 70,9%.
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