L'annuncio di Open fiber: in 216 comuni arriva la banda ultra larga

Open fiber porta la banda larga in regione. La fibra arriverà anche nei comuni dove finora è quasi impossibile connettersi alla rete Internet. La società partecipata da Enel e dalla Cassa depositi e prestiti, ha sottoscritto la convenzione per un investimento diretto con il Comune di Udine e il contratto con Infratel per la gestione del clauster C&D a fallimento di mercato comprensivo di 216 comuni del Friuli Venezia Giulia: 25 in provincia di Gorizia, 50 di Pordenone, 6 di Trieste e 135 di Udine.
Questo significa che la banda ultra larga arriverà a 300 mila famiglie. I lavori partiranno nei primi sei mesi del prossimo anno. La procedura prevede la progettazione preliminare per arrivare all’esecutiva e quindi all’esecuzione dei lavori con la posa della fibra anche nell’ultimo miglio. Questa scelta eviterà di andare incontro ai possibili rallentamenti legati alla presenza della rete in rame. E se nella città di Udine l’investimento diretto di Open fiber sta per partire, a Gorizia e Trieste siamo ancora in fase di progettazione. Seguiranno poi gli interventi a Pordenone e a Monfalcone.
Il cronoprogramma è stato illustrato dal responsabile network & operation area nord, Roberto Gallo, venerdì sera, nel convegno organizzato dal Messaggero Veneto, nella sala Valduga della Camera di commercio di Udine, per fare il punto sul monitoraggio effettuato dal giornale, con la collaborazione dei lettori, sulla banda larga in regione. Un progetto che, come ha sottolineato il direttore del Messaggero Veneto, Omar Monestier, proseguirà nel suo intento anche in futuro. La mappa realizzata dei lettori è stata consegnata alle istituzioni per spronarle a investire nell’autostrada telematica del futuro.
Ogni film richiede circa 150 giga, tutti i film che vanno sulle piattaforme passano da noi. Oggi inviamo a 10 piattaforme lo stesso film e una linea a 100 mega è già stretta. Siamo passati a 1 gigabit, ma anche questa sta diventando insufficiente perché con i formati 4K si passa da 150 giga a 1500 giga a film. Solo nell’ultimo anno abbiamo trasferito 7.500 giga in download». E se questo è un caso più unico che raro, la domanda non può che essere: «Se c’è un utilizzatore che chiede un servizio perché non c’è qualcuno disposto a darlo?». Il quesito è stato posto, non a caso, da Gallo di Open fiber per spiegare che «per garantire un servizio di sto tipo servono investimenti importanti e i principali operatori di servizi hanno bisogno di tempi di ritorno rapidi e quindi, dal punto di vista economico, l’operazione diventa difficilmente sostenibile. Open fiber è nata, infatti, per separare servizi e infrastrutture. Allo stesso modo, Gallo ha ricordato che anche nella realizzazione degli investimenti diretti non è sempre facile riuscire a trovare amministrazioni in grado di comprendere la valenza dello sviluppo della rete.
La Regione Friuli Venezia Giulia non è una di questa. Attraverso Insiel, ha investito 130 milioni di euro per realizzato un’infrastruttura di telecomunicazioni in fibra ottica “Ermes”, superare il digital divide e cedere l’infrastruttura agli operatori privati. «Insiel – ha spiegato il presidente Simone Puksic – garantisce attraverso un sistema di data center una serie di servizi per la Regione, gli enti locali e la sanità». Il programma Ermes prevede la connessione in rete di 1.120 sedi pubbliche, 720 chilometri di infrastruttura nelle 86 zone industriali, 567 punti di accesso wi-fi e 212 chilometri di reti ottiche. Lo stesso presidente ha imputato l’allungamento dei tempi alla burocrazia. Entro il primo trimestre del prossimo anno il 50 per cento dei comuni avrà almeno un operatore privato che potrà erogare Adsl attraverso la rete pubblica. A vigilare sul programma ci penseranno i cittadini. «A Caneva – ha raccontato Matteo Gallet –, nel 2014, abbiamo costituito un comitato per andare oltre le chiavette. Abbiamo interessato operatori privati per portare la banda larga nelle case. Arriverà tra qualche mese».
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