Questo Milan è un ciclone: secondo al fotofinish

Il bujese fa una rimonta pazzesca, è sempre più maglia ciclamino. “Pensavo di aver vinto. Tifosi friulani continuate a sostenermi, come vedete mi fa solo che bene”

Antonio Simeoli

TORTONA. La cosa più bella ieri Jonathan Milan l’ha fattadopo il traguardo stringendo in un abbraccio forte Samuele Manfredi, il giovane ligure speranza del ciclismo italiano finita in sedia a rotelle dopo una rovinosa caduta.

L’altra l’aveva fatta poco prima, proiettando un’altra luce fulgida negli occhi degli appassionati di ciclismo italiano. Un lampo di classe, una volata di potenza e rabbia, che da anni non si vedeva non solo al Giro ma nel ciclismo mondiale.

Jonny (mamma Elena dice che si scrive così) è arrivato secondo ieri a Tortona, battuto solo al fotofinish dal tedesco Pascal Ackermann (Uae), uno che la maglia ciclamino, che il bujese vuole portare fino a Roma, e che ieri ha ancora di più blindato (164 punti contro 128) dall’attacco del danese Mads Pedersen (Trek), l’ha già vinta al Giro, ma che da quattro anni qui non si prendeva una tappa. È la terza volta che si piazza secondo in questo Giro dopo la vittoria di San Salvo il fenomeno di Buja. Ma questa volata fa storia a sé, perché è una dimostrazione di potenza e anche la prova di come il talento emerso dal Team Friuli e poi consacratosi in pista, abbia ancora delle potenzialità inesplorate.

Perché Jonathan è al primo Giro d’Italia, anche ieri, sotto la pioggia per oltre 200 km della tappa più lunga da Camaiore a Tortona, ha corso con autorevolezza andandosi anche in avvio a prendere due punticini allo sprint intermedio valido per la classifica a punti.
In una frazione caratterizzata per la classifica generale dalla rovinosa caduta di Tao Geoghegan Hart (Ineos), si è arrivati alla volata per la preparazione della quale stavolta dalla sua Bahrain Victorious ha avuto anche altri rinforzi rispetto al solito encomiabile lavoro di Andrea Pasqualon.

A Tortona, terra in cui arrivi e respiri ancora l’aria del Campionissimo Fausto Coppi e ogni volta che vedi come gli assomiglia il figlio Faustino ieri alla tappa ti viene un tuffo al cuore, la volata però aveva un trappolone: una curva a gomito a 300 metri dal traguardo. Poco prima della curva Fernando Gaviria (Movistar) è finito a terra.

Il tedesco Ackermann da quella curva-trappola è uscito alla perfezione, pilotato dal fido Ryan Gibbons. Sprint perfetto, il redivivo Mark Cavendish (Astana) e il danese Perdersen (Trek), a caccia di punti per la maglia ciclamino, battuti. Il podio sembrava fatto. Ma si vede una cosa che raramente si era vista negli ultimi anni di ciclismo: la rimonta di Milan.


Uscito oltre la decima posizione dalla curva trappola, il friulano, oro a Tokyo 2021 col quartetto, ha fatto una rimonta pazzesca e forse pure col rapporto migliore possibile. Ha superato gli avversari come birilli, gente che, come Cavendish, ha vinto in carriera decine di tappe nei grandi Giri, e piombando sulla linea del traguardo praticamente appaiato al tedescone.

L’italiano e Ackermann esultano entrambi, ognuno pensa d’aver vinto. Jonny, grazie alla fidanzata Samira che è di Lipsia, un po’ di tedesco lo mastica.

Poi esulta di più Ackermann, ma il broncio del fuoriclasse bujese quando gli dicono che ha vinto l’altro dura poco. Abbraccia Samuele, che lo guarda come un Ufo, e poi si avvicina alle transenne per confessarci la sua paura: «Dicono che ho deviato la traiettoria, forse mi penalizzano, ma non è giusto», dice mimandoci le sue manovre sul filo dei 70 all’ora per rimontare sui rivali. No, il friulano alla fine si è preso solo una multa di 500 franchi svizzeri e 20 punti in meno nella classifica Uci per «spallata e colpo di mano», dalla giuria, la remuntada carica di watt da stropicciarsi gli occhi è salva, la maglia ciclamino blindata.

Lui in serata conferma: «Ho pensato di aver vinto, quando mi hanno detto che ero secondo ci sono rimasto male. Ma è passata subito. Lo so, ho preso la curva troppo dietro, ma sto bene e ci riproverò. Sono contento di aver aumentato il vantaggio per la maglia ciclamino». Chiusura per i tifosi friulani: «Il vostro sostegno a me e Ale (De Marchi ndr) come vedete ci fa solo che bene, continuate così. E vi aspettiamo domenica a Bergamo».

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