Gasparotto vede rosa? “Hindley super, ma il Giro finisce a Verona”
Il direttore sportivo friulano debuttante alla Bora non vuole ancora fare festa dopo una giornata super per il suo team

MALGA CIAPELA. Jai Hindley, dopo aver risposto a un sacco di domande nella prima conferenza stampa in maglia rosa del Giro 2022 (gli era capitato al Sestriere due anni fa proprio nella penultima tappa e allora poi finì male) sabato 28 maggio ha appena lasciato la Marmolada in elicottero direzione Verona. Il team, uno dei più forti del panorama con 17 milioni di budget (bazzecole rispetto ai 50 della Ineos di Richard Carapaz) non ha lasciato nulla di intentato: con l’australiano può vincere il primo grande Giro della sua storia. E il direttore sportivo friulano Enrico Gasparotto, al debutto in un team pro Tour a 40 anni dopo una carriera di rilievo su strada con due Amstel, un tricolore in bacheca e altro? Non si sbilancia. Venerdì dopo la tappa friulana ci aveva detto:

«Proveremo a vincere il Giro, ci inventeremo qualcosa». Per “Gaspa” venerdì mattina dopo notte e colazione a casa a Casarsa, mentre il suo team si preparava in un hotel della cittadina, partenza per Belluno e un’idea in testa: piazzare un uomo nella figa di giornata e stare pronti a fermarlo se Jai sulla salita finale ne avesse avito bisogno. Così è accaduto, Kamna ha svolto il compito, “lanciando” il capitano. «Hindley ha fatto una grande prestazione. Ma il Giro finisce a Verona dopo la crono e il Giro non l’abbiamo ancora vinto». Ha ragione. Quasi.—
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto