Il pranzo di Pasqua? Rispettiamo la tradizione: uova ripiene gratinate

L'uovo, per tutte le culture antiche, aveva un valore altamente simbolico: era l’emblema della vita e della rinascita. Importante sottolineare che il Cristianesimo ha reinterpretato questa tradizione alla luce delle Nuove Scritture

La Pasqua si avvicina, quindi mi pare opportuno ricercare per voi una proposta per il pranzo che, mantenendo il valore della tradizione, si possa realizzare nelle nostre cucine con una certa facilità.

Parliamo di uova, quindi – come sempre accade – partiamo da alcuni cenni storici che ci fanno capire il perché di questa tradizione.

Appunti di storia

L'uovo, per tutte le culture antiche, aveva un valore altamente simbolico: era l’emblema della vita e della rinascita. Importante sottolineare che il Cristianesimo ha reinterpretato questa tradizione alla luce delle Nuove Scritture.

Ma c’è uovo e uovo: le origini di quello al cioccolato sono da ricondurre al re Sole, Luigi XIV. Fu lui che per primo, a inizio Settecento, fece realizzare un uovo di crema di cacao al suo chocolatier di corte. L'usanza di regalare le uova a Pasqua però è più antica e si perde nel lontano Medioevo. La scelta di regalare un proprio uovo non è casuale.

Fin dall'antichità questo alimento ha ricoperto un valore simbolico enorme. In alcune culture Terra e Cielo, unendosi, formavano proprio un uovo, simbolo di vita. Per gli antichi Egizi l'uovo era invece l'origine di tutto e il fulcro dei quattro elementi (aria, acqua, terra e fuoco). Siccome in Primavera la natura risorge, i Persiani amavano poi regalarsi proprio delle uova, simbolo di nuova vita.

La tradizione del dono di uova è documentata già fra gli antichi Persiani dove era diffusa la tradizione dello scambio di semplici uova di gallina all'avvento della stagione primaverile, seguiti nel tempo da altri popoli antichi quali gli Egizi, i quali consideravano il cambio di stagione una sorta di primo dell'anno, i Greci e i Cinesi. Spesso le uova venivano rudimentalmente decorate a mano.

L'usanza cristiana delle uova di Pasqua è iniziata tra i primi cristiani della Mesopotamia, che macchiarono le uova con la colorazione rossa "in ricordo del sangue di Cristo, versato alla sua crocifissione".

Il Cattolicesimo riprese le tradizioni che vedevano nell'uovo un simbolo della vita, rielaborandole nella nuova prospettiva del Cristo risorto. L'usanza dello scambio di uova decorate si sviluppò, nel Medioevo come regalo alla servitù.

La ricca tradizione dell'uovo decorato è però dovuta all'orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar il compito di preparare un dono speciale per la zarina Maria; l'orafo creò per l'occasione il primo uovo Fabergé, un uovo di platino smaltato di bianco contenente un ulteriore uovo, creato in oro, il quale conteneva a sua volta due doni: una riproduzione della corona imperiale ed un pulcino d'oro.

La fama che ebbe il primo uovo di Fabergé contribuì anche a diffondere la tradizione del dono interno all'uovo.

La ricetta

Antipasto gustoso, le uova ripiene gratinate sono facilissime da preparare e un classico da servire. Vi propongo la ricetta – con piccole modifiche personali – così come l’ho trovata in una pubblicazione firmata da Sale&Pepe.

Ingredienti (per otto persone)

• Dieci uoma

• 60 grammi di panna acida

• 60 grammi di maionese

• 50 grammi di burro

• 50 grammi di Emmentaler grattugiato

• Due cuicchiai di Paprika dolce

• 4 cucchiai di pangrattato

• 8 filetti di acciugjhe o di alici sott'olio

• Un rametto di aneto

• Un mazzetto di prezzemolo

• Un pizzico di sale

Preparazione

1) Per realizzare la ricetta delle uova ripiene gratinate innanzitutto metti le uova in una pentola, coprile con acqua fredda e cuocile per 8 minuti dal momento dell'ebollizione. Scolale, incrina i gusci e mettile a bagno in acqua fredda per 10 minuti. Poi sgusciale, tagliale a metà e preleva i tuorli sodi.

2) Trita il prezzemolo lavato con i tuorli, 4 mezzi albumi cotti e l'aneto. Quindi aggiungi la maionese, la panna acida, la paprica e una presa di sale e mescola bene.

3) Riempi i 16 mezzi albumi rimasti con il composto preparato, spolverizzali con il pangrattato e l'emmentaler miscelati e cospargili con il burro a fiocchetti. Taglia i filetti di acciuga a metà e disponili a croce sulle uova. Trasferisci queste ultime in una teglia e scaldale in forno a 200° per 10 minuti. Servi le uova ripiene gratinate tiepide o fredde e, se ti piace, accompagnale con qualche foglia di crescione.

Argomenti:sapori fvg

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto