Il doppio ex Sergio guarda a Lazio-Udinese: «Kamara deve spingere di più»

L’ex terzino confronta i due esterni mancini che si sfideranno all’Olimpico: «Occhio a Nuno Tavares, è un attaccante aggiunto». E su Runjaic: «Ha dato equilibrio»

Stefano Martorano
Kamara a contrasto con Krstovic durante la partita di Lecce
Kamara a contrasto con Krstovic durante la partita di Lecce

«Kamara deve spingere di più, mentre Nuno Tavares è un attaccante più per la Lazio, ed è proprio sulle fasce che potrebbe decidersi la partita», spiega Raffaele Sergio, che da ex terzino propenso alla fase di spinta e cross ha soppesato il differente rendimento tra gli esterni mancini di Udinese e Lazio, individuando in questo duello a distanza uno dei possibili snodi dell’atteso e gustoso posticipo di lunedì all’Olimpico.

Sergio, perché Lazio-Udinese può decidersi sulle fasce?

«Perché allo stato attuale si affronteranno due squadre in grande salute, predisposte molto bene in campo. L’organizzazione la fa da padrona sia nel 4-3-3 di Baroni che nel 4-4-2 di Runjaic, ma bisogna individuare i duelli cruciali nelle varie zone del campo per capire dove verrà fatta la differenza e sulla sinistra le due squadre spingono in maniera differente».

Con gli otto assist, infatti, Tavares è il miglior terzino sinistro del campionato...

«Vedendolo giocare c’è da chiedersi dove siano stati gli osservatori dei più grandi club europei. Tavares è straripante nell’uno contro uno, non teme confronti fisicamente e diventa un attaccante aggiunto. In più, è arrivato a prezzo ridicolo e quindi è stato anche un colpo di mercato per Lotito».

Parte dal basso anche Kamara nel 4-4-2 di Runjaic che libera gli esterni alti chiedendo più protezione ai terzini...

«Vero, Kamara avrebbe potuto fare di più giocando a cinque, ma adesso da terzino nella difesa “a 4” si può spingere altrettanto bene. Kamara è un buon giocatore, ma dovrebbe essere più continuo nel servire Lucca con i cross, quindi ritengo che debba inserirsi ancora in pieno nel nostro campionato che resta il più completo d’Europa sotto l’aspetto tattico».

Ha citato Lucca, prima punta bianconera che all’Olimpico ci sarà, al contrario di Castellanos: il perno dell’attacco di Baroni che sarà ancora assente.

«Un giocatore come Lucca se lo possono permettere in pochi ed è il finalizzatore di una squadra che davanti affonda spesso l’uno contro uno. Vero che l’assenza di Castellanos sarà importante, ma la Lazio è molto tecnica e ha risorse in panchina, e già a Milano ha dimostrato di avere valide alternative».

Sergio, quali altre differenze vanno rilevate proiettandoci alla sfida dell'Olimpico?

«L’atteggiamento. L’Udinese sa fare molto bene le due fasi, è molto compatta ed è molto difficile affrontarla per come chiude le linee tra mediana e difesa, mentre la Lazio è molto propositiva e aperta, e concede qualche spazio alle sue spalle come si è visto anche col Milan».

Qual è l’uomo in più della Lazio che sta facendo un campionato sopra le righe?

«Baroni, che ha cominciato un nuovo ciclo dopo partenze illustri e qualche arrivo di giocatori sconosciuti. Marco è arrivato tardi in una grande piazza perché è stato sottovalutato, ma già prima aveva dimostrato grande competenza a livello tattico. Ora sta dimostrando anche capacità gestionale perché allenare a Roma non è semplice anche sotto l’aspetto mediatico. Ha tutte le qualità per restare in alto dopo esserci arrivato con merito».

Runjaic, invece, a Udine ha già firmato la salvezza con tre mesi d’anticipo...

«Ha dimostrato i cosiddetti attributi a Lecce e mi è molto piaciuto cambiando Lucca. Ha fatto vedere la sua vera consistenza e ha dato equilibrio all’Udinese che sa gestirsi bene nelle due fasi. E non lo vedevo da anni». —

 

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