Lucca spreca, l’Udinese cade a Genova: finisce 1-0
La Zebretta fatica senza Thauvin e gioca un brutto primo tempo. Ripresa più propositiva, il centravanti si divora il vantaggio, Zanoli segna e nel finale la beffa con il pari di Rui Modesto negato dal Var

Dopo il Verora e l’Inter, festeggia anche il Genoa. L’Udinese sta facendo una fatica tremenda senza Thauvin, ancora in fase di recupero dall’infortunio, e lo score – zero punti nelle ultime tre giornate e un solo gol realizzato – è spietato.
Privo anche di Sanchez e Davis, Runjaic non aveva davvero l’imbarazzo della scelta nell’allestire un tandem di punte pure, al di là del modulo scelto che stavolta era il 4-4-2 in salsa napoletana, quello cioè imbastito per la prima volta al Maradona con Arthur Atta esterno offensivo a destra e Jurgen Ekkelenkamp sull’altra fascia.
Davanti Iker Bravo a fare coppia con Lorenzo Lucca, ma fin dalle prime battute il 20enne spagnolo ha faticato a trovare la posizione in campo, soprattutto per una questione d’intesa con il compagno di reparto. Troppi gli scatti a sovrapporsi con Lucca, pochi gli uno-due che avrebbero potuto mettere in imbarazzo la difesa del Grifone. Non è stato un caso, dunque, la Zebretta ha prodotto un solo tiro in tutti i primi 45 minuti e anche piuttosto casuale, quando cioè Lucca ha girato dal fondo per Ekkelenkamp, murato dalla difesa genoana poco oltre il dischetto nel tentativo di grare verso la porta di Leali.
Tutto qui. Tanto che nell’intervallo mister Kosta deve aver garantito alla truppa che, di questo passo la partita avrebbe preso una brutta piega nella ripresa, anche se l’Udinese aveva sempre controllato le trame offensive degli avversari con la propria linea a quattro composta da Kingsley Ehizibue e Hassane Kamara sulle fasce e i centrali Jaka Bijol e Oumar Solet. Per l’ex Salisburgo gli unici veri problemi sono arrivati dalla caviglia destra, dolorante dopo una ventina di minuti,complice uno scontro di gioco con Pinamonti.
Succede così che in avvio di ripresa la Zebretta è decisamente più propositiva, anche per la posizione di Atta che, non a caso, apre il secondo atto bevendosi Martin sulla linea di fondo per pescare Lucca solo in mezzo all’area. Difficile capire come il centravanti bianconero non abbia centrato la porta. Certo è che è questa l’occasione più limpida di una partita che, via via, è diventata sempre più confusa. Errori, legnate, tuffi da actors studio, come quello di Vasquez che induce l’ingenuo Perenzoni di Rovereto, esordiente in A, a bloccare il gioco con l’Udinese in possesso della palla e un’autostrada spalancata verso la porta di Leali.
Il Genoa pare però più vivo, entrano perciò Sandi Lovric, Mantin Payero e Rui Modesto per Ekkelenkamp, Zarraga e Atta, ma la flessone è troppo evidente: gli avversari arrivano per primi su qualsiasi pallone vagante e il gol di Zanoli che col destro la mette sotto la traversa a poco meno di un quarto d’ora dalla fine è tutto sommato meritato.
Entra anche Simone Pafundi per gli assalti finali che sono un compendio di episodi sfortunati e di incertezze nel recupero da parte del già citato Perenzoni. Il primo: lancio lungo per Lucca che fa da sponda per Bijol nella posizione di doppio centravanti, altra sponda per Rui Modesto che dal dischetto insacca. Il Var ci mette un bel po’ per “tirare le linee” di possibili off-side fino a quando non pesca Lucca con una spalla oltre il difensore.
Il secondo a pochi attimi dalla fine: Pafundi punta l’area da destra, ma viene agganciato e steso, il fallo è garantito, per il rigore dovrebbe pronunciarsi ancora il Var per valutare se il contatto è dentro o fuori l’area. Una certezza l’abbiamo e ne porta un’altra: Perenzoni non è un cuor di leone, così l’Udinese perde la sua terza partita di fila.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto