Thauvin, il ritorno del Capitano: contro l’Inter per spezzare il tabù

Il francese è sempre più deciso ad aggrapparsi alla forza di volontà pur di tornare a indossare la fascia, domenica a San Siro, dopo aver saltato il Verona

Stefano Martorano
L'attaccante francese Florian Tristan Mariano Thauvin, 32 anni
L'attaccante francese Florian Tristan Mariano Thauvin, 32 anni

Si chiama resilienza l'amuleto di Florian Thauvin contro la malasorte e quella “maledizione nerazzurra” che sembra essergli cascata addosso da un anno a questa parte, ogni volta che affronta l’Inter. Il francese, infatti, è sempre più deciso ad aggrapparsi alla forza di volontà pur di tornare a indossare la fascia di capitano, domenica a San Siro, dopo aver saltato il Verona prima della sosta a causa dei dolori alla pianta del piede destro con cui convive da tre settimane, acuiti dalla botta ricevuta da Vecino con la Lazio.

Le ultime dal Bruseschi, infatti, parlano di miglioramenti tangibili e di un carico di lavoro definito in progress, mirato quindi al rientro in gruppo da cercare sul campo entro venerdì.

È con questa voglia di stringere i denti che il talentuoso mancino di Orleans vuole anche spezzare la “maledizione nerazzurra”, visto che nelle ultime due partite in cui l’ha affrontata, l’Inter per lui non ha significato punti, gol o assist, ma “solo” una lesione al flessore sinistro e una frattura alla costola, ovvero due infortuni che sono costati molto cari anche all’Udinese.

E qui il primo ricordo vola all’8 aprile scorso, quando nella partita giocata sotto l’arco dei Rizzi contro i nerazzurri Thauvin s’infortunò all’85’, tre minuti dopo l'ultimo cambio possibile operato da Gabriele Cioffi, allora sulla panchina bianconera, costretto a sostituire Sandi Lovric all’82 a sua volta per infortunio.

In quella occasione Thauvin rifiutò di lasciare la squadra in dieci, rimase in campo stringendo i denti e sul punteggio di 1-1 rischiò addirittura un cambio gioco col destro, forzando l’appoggio sulla gamba sinistra.

Tutto, prima di subire la beffa del gol con cui l’Alexis Sanchez nerazzurro firmò la vittoria interista in pieno recupero sotto la Nord. Dopo quello sforzo arrivò l’esito della lesione muscolare che tolse il francese all’Udinese in piena rincorsa salvezza.

Chiedete pure a Fabio Cannavaro che non lo ha mai potuto schierare nella sua breve gestione, portandoselo in panchina solo a Frosinone dove i patti erano chiari, con un impiego legato solo in caso di estrema necessità.

Non meno salato è stato il conto pagato dall’Udinese nell’attuale stagione, e qui basta ricordare l’andata dello scorso 28 settembre, quando al tramonto del primo tempo Thauvin fu steso al limite dell’area da un intervento da tergo di Mkhitaryan che fece ruzzolare il 10 in piena area nerazzurra.

L’arbitro Sacchi non concesse la punizione con cui avrebbe fermato il gioco, poi proseguito fino al gol dell’1-2 firmato da Lautaro al terzo di recupero.

Alla beffa si unì poi il danno, con la botta all’anca rivelatasi poi una frattura alla costola dolorosa, con Lecce, Milan e Cagliari saltate a piè pari dal capitano, costretto a 27 giorni di stop prima del rientro a Venezia, quando Kosta Runjaic lo inserì negli ultimi 12 minuti di una partita diventata gazzarra, poi persa nel finale.

Per rivedere il vero Thauvin ci è voluto poi un mesetto, passando dal gol del possibile doppio vantaggio sbagliato a Bergamo, in apertura di ripresa, e proseguendo senza griffe fino alle reti ritrovate da metà dicembre in poi con Napoli e Fiorentina.

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