Un ritorno in bianconero: Igor Tudor è l’uomo delle sfide
Tudor avrà nove partite per riportare la Juventus in zona Champions, più del doppio di quelle che si ritrovò a Udine nella stagione ì17-’18 quando subentrò a Massimo Oddo reduce da undici sconfitte consecutive

Igor Tudor è l’uomo delle sfide a campionato in corso. Almeno in Italia. Da quando ha intrapreso la carriera di allenatore, il tecnico spalatino ha cominciato una stagione su una panchina solo una volta con l’Udinese e non andò molto bene. In tutte le altre, invece, è subentrato ed è sempre riuscito a centrare l’obiettivo: due volte a Udine, una a Verona e l’ultima alla Lazio. Igor, l’aggiustatore, l’uomo delle sfide complicate, proprio come quella che lo attende alla Juventus dove è già stato ma solo come vice di Pirlo.
Tudor avrà nove partite per riportare la Juventus in zona Champions, più del doppio di quelle che si ritrovò a Udine nella stagione ì17-’18 quando subentrò a Massimo Oddo reduce da undici sconfitte consecutive. Pareggiò all’esordio a Benevento (3-3), perse male con l’Inter in casa, si salvò vincendo e ultime due entrambe per 1-0 a Verona e con il Bologna. Quella era una situazione molto complicata, ma ne venne a capo. Non fu confermato perché Gino Pozzo aveva già un accordo con Julio Velasquez, ma fu richiamato al “capezzale” bianconero a marzo. Non prese il posto di don Julio ma di Nicola che a novembre era subentrato all’allenatore spagnolo. In questo caso alla fine del campionato mancavano dieci partite, l’Udinese era 17ª e con un ottimo rush finale chiuse al 12º posto. CInque vittorie (con Genoa, Empoli, Frosinone, Spal e Cagliari) tre pareggi (Milan, Sassuolo e Inter) e due ko (Roma e Atalanta). Si meritò la conferma, ma a ottobre fece le valigie dopo il 7-1 rimediato a Bergamo ma soprattutto lo 0-4 casalingo contro una Roma ridotta i dieci per oltre un’ora. Dissero che era entrato in conflitto con De Paul e altre senatori dello spogliatoio.
L’intuizione di Gino Pozzo di portarlo a Udine nell’aprile del 2017 ha praticamente aperto a Tudor il mercato italiano. Dopo le due esperienze all’Udinese è stato chiamato a Verona: il 14 settembre del 2021 ha preso il posto di Di Francesco e con lui l’Hellas ha disputato la migliore stagione in serie A della storia recente: 9º posto e 53 punti, 6 in più dell’Udinese che in quel torneo passò dalla gestione Gotti a quella Cioffi.
Dopo l’anno a Marsiglia, Tudor rimette piede sul suolo italico a Roma, sponda Lazio e nel destino ci sono due ex squadre: dopo la sconfitta casalinga con l’Udinese Sarri dà le dimissioni, la prima di Igor con l’Aquila è con la Juve: vince 1-0. Sono i primi tre di diciotto punti messi assieme in nove partite. La Lazio passa dal 9º al 7º posto e conquista il passa per l’Europa League. Divergenze con Lotito sulla costruzione della squadra lo portano al divorzio.
Il resto è storia di ieri. La chiamata della Juve e l’esordio domenica con il Genoa, proprio come nella sua seconda avventura in Friuli. Poi alla terz’ultima e alla penultima gli incroci con due delle tre ex italiane Lazio e Udinese.
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