L’Apu si beve Milano: mancano tre vittorie al sogno promozione

Prova di forza dell’Old Wild West che spacca la partita tra secondo e terzo quarto. Rimini può tornare a -4, ma Hickey e compagni giocano sulle ali della fiducia

Dall'Inviato Antonio Simeoli

Mancano tre vittorie, due se tra queste ci sarà anche quella con Rimini il 13 aprile, e l’Old Wild West tornerà in serie A.

A Milano, casa Urania, la visita all’Olimpia arriverà presto, l’Apu mette un altro mattone nel palazzo-promozione con una prestazione da grande squadra. Vero, c’erano il derby Milan-Inter di Coppa e col pienone a San Siro a due km di distanza, la diretta tv Rai del basket in chiaro, una squadra forte come l’Urania, con stazza e talento, vedi Podds (quanto è grosso?), i due ex col dente avvelenato Gentile e Amato oppure il totem Udanoh e pure arrabbiata perché veniva da tre ko di fila, ma in una Allianz Cloud, gioiellino da Milano da bere sorto sulle ceneri del glorioso Palalido, vuoto si vede solo l’Apu e e si sente solo la cinquantina di tifosi al seguito.

L'Apu fa la voce grossa anche a Milano: la serie A di basket è sempre più vicina

 

Vertemati, con in prima fila papà Aldo a trepidare, se la gioca con Hickey, Johnson, Ikangi, Alibegovic e Da Ros, che prima della palla a due tirano un urlo che vuol dire tanto di questo gruppo. Parziale Apu: 8-0. Milano, però, reagisce con due triple di Amato, Gentile e tanta difesa, perché l’Urania difende. “Udine, Udine”, si fanno sentire i tifosi friulani. Mentre Hickey e Xavier carburano, Vertemati attinge dalla sua lunga panchina faticando però a mettere la museruola a un Amato on fire: 23-25 a fine primo quarto.

Sarà tanto questione di intensità e fisicità, Pullazi, altro ex applaudito, in difesa annulla, sì annulla, Gentile e da tre segna. Con Caroti in plancia, Udine strappa sul 36-28 dopo 3’, ma Podds e soprattutto Udanoh fanno perdere ritmo agli ospiti. Un attimo: triple di Da Ros, Alibegovic, Pullazi, Hickey si butta per provare a prendere una palla. Accanto a noi il ds Andrea Gracis, uno mite, solleva leggermente il pugno. Rende l’idea.

All’intervallo l’Apu va avanti 52-41 con un parzialino mica male nato nel momento più complicato. Regge a rimbalzo e tira 8 su 10 d tre, il suo giardino di casa e ha un Hickey da 13 punti. “Vai Antonio”, gli urlano dalla panchina.

Si riparte e si iscrive a referto anche Ikangi, con una tripla che lo sblocca, dopo che la palla ha toccato le mani degli altri 4 giocatori. Tocca il +19 l’Apu (63-44) con una magata di Hickey, mette una sorta di pilota automatico, in attacco e in difesa. Papà Vertemati se la gode eccome. Con orgoglio. «È da anni che la aspetto», non la chiama vittoria o altro. Per scaramanzia.

Anche sul +19, che diventa +21, perché Antonio il numero 8 non lo fermi nemmeno con il bazoka, Udine difende come se non ci fosse un domani e Johnson esulta ad ogni rimbalzo tirato giù. Ovviamente il presidente Alessandro Pedone continua a soffrire, mangiando pop corn nervosamente accanto al Cigno Antonutti, ma la partita scivola via così.

Del resto, cosa puoi fare se sul +22 Hickey pressa anche sulla rimessa e poi ubriaca Amato in palleggio? Sono le facce di tutto il mondo Apu, giocatori in campo, staff tecnico, Gracis, massaggiatori, il team manager Roberto Gavazza al tavolo, tutte queste facce dicono che il traguardo è lì e bisogna andarselo a prendere.

È abusato il termine squadra in missione, in fondo è solo sport, certo, ma quando Antonio manda al bar anche i ragazzi che puliscono il campo, piomba sotto canestro e uccella Udanoh pescando dall’altra parte Alibegovic libero per un comodo tiro da tre dall’angolo che vuoi dire? Fine terzo quarto 52-79. L’ultimo non conta, Hickey (18 alla fine) può riposare, c’è gloria pure per Pepe. Finisce 89-72.

Certo, Rimini oggi nel recupero potrà anche battere Cremona e poi domenica Vigevano, ma se l’Apu continua a giocare così non ce n’è per nessuno. Che ritorno da favola si è fato quella cinquantina di tifosi friulani. Pronti a ripartire domenica per Cento. Ne mancano 4, questi non si fermano, cari lettori, li avevamo a un metro ieri sera. Non si fermano.


URANIA MILANO –  OLD WILD WEST UDINE   72 – 89

23-25, 41-52, 52-79

URANIA MILANO Anchisi 1, Potts 12, Gentile 10, Amato 15, Maspero 3, Leggio 4, Cavallero 9, Ndzie 2, Udanoh 16, Cesana. Non entrato Bracale e Di Franco. Coach Cardani.

OLD WILD WEST UDINE Bruttini 2, Alibegovic 12, Caroti 13, Hickey 18, Johnson 15, Ambrosin 6, Da Ros 3, Ikangi 9, Pepe 3, Pullazi 8. Coach Vertemati.

Arbitri Attard di Firenze, Marzulli di Pisa e Bertuccioli di Pesaro.

Note Urania: 20/47 al tiro da due punti, 5/21 da tre e 17/21 ai liberi. Old Wild West: 10/23 al tiro da due punti, 18/39 da tre e 15/20 ai liberi. Nessun uscito per 5 falli.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto