Si chiama Alexis Sanchez la suggestione per l’attacco bianconero

L’attaccante cileno, 36 anni a dicembre, lascerà l’Inter dopo il 30 giugno ed è libero di accasarsi dove vuole

Alberto Bertolotto
Il cileno Alexis Sanchez
Il cileno Alexis Sanchez

Sogno, suggestione. La si può definire come si vuole. Fatto sta che, mai come nell’estate alle porte, il ritorno di Alexis Sanchez in Friuli può risultare se non probabile, perlomeno possibile. L’attaccante cileno, 36 anni a dicembre, lascerà l’Inter dopo il 30 giugno ed è libero di accasarsi dove vuole. Il suo contratto coi campioni d’Italia, firmato lo scorso agosto, è in scadenza e allora perché non pensare all’Udinese come prossima (e magari ultima della carriera) meta, considerato l’affetto verso il club dei Pozzo e gli interessi che lo legano a questa terra? D’altronde i bianconeri hanno bisogno di qualità tecnica. E il Niño gliela può dare.

Perchè sì

Non è più il Sanchez di un tempo, quello che nel 2011 lasciò il Friuli per il Barcellona dopo 12 gol segnati in Serie A in tandem con Totò Di Natale. Il sudamericano, al netto di tutto, rimane tuttavia un giocatore con un talento sopraffino, in grado di leggere il gioco e di determinare dalla trequarti in su. Non più tardi della stagione 2022-’23 ha segnato 14 reti in 35 partite in Ligue 1 con l’Olympique Marsiglia, non certo un campionato e una squadra di seconda fascia. La cifra tecnica non si discute, tanto che ci stanno pensando – si dice – anche a Parma (oltre che in Turchia e nella MLS americana, all’Inter Miami) così come il carisma e il magnetismo che Sanchez può evocare nel resto della rosa, composta nel caso dell’Udinese in particolare da calciatori in costruzione.

Ha bisogno anche di personalità, la formazione bianconera, e il Niño a riguardo non è sprovvisto: il malcontento che, in alcuni frangenti, provava all’Inter non ha mai avuto timore nel manifestarlo apertamente. Non da meno Sanchez vuole bene al Friuli e all’Udinese. Su Instagram, sul post-salvezza del club bianconero, ha apposto il suo like. E in provincia, a Corno di Rosazzo, ha rilevato tre anni fa una tenuta di 25 ettari di cui otto collinari dove produce vino. Un investimento comune ad alcuni calciatori e allenatori, un’attività che il cileno, tornando dove approdò nel 2008 a neppure vent’anni, potrebbe seguire da vicino con maggiore attenzione.

Perchè no

Innanzitutto bisogna trovare con il giocatore e il proprio staff un accordo economico. Sanchez, nell’ultima stagione all’Inter, ha guadagnato 2,8 milioni di euro. Una cifra che dovrebbe ritoccare al ribasso a Udine, per quanto la proprietà possa pensare di compiere uno sforzo per assicurarsi un giocatore in grado di infiammare la piazza, magari dopo aver salutato definitivamente Gerard Deulofeu e il suo pesantissimo contratto (da 1,92 milioni). È chiaro che, a proposito, un ritorno del sudamericano riporterebbe grande entusiasmo tra i tifosi, disposti al contempo a concedere grande credito al neo-campione d’Italia.

La perplessità può essere legata al fatto che Sanchez, nel torneo 2024-’25, non possa essere in grado di reggere il peso di più di trenta incontri da titolare. Ai bianconeri serve certamente qualità, ma ne hanno bisogno in maniera costante se non altro per stare lontano da una zona di classifica pericolosa. Non è un’operazione di mercato semplice da imbastire e il Niño, stante i suoi 35 anni, potrebbe anche cedere di fronte alle sirene arabe, in grado di garantirgli l’ultimo contratto faraonico della carriera. Si vedrà. Magari ascolta il cuore e torna in quella Udine dove la sua storia cominciò.

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